FRADEO SOL COMARE LUNA

di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone - regia di Roberto Cuppone

01

Settembre

Trama

Gigi Mardegan e Marco Cadorin danno vita a una “ballata per Francesco”, uno spettacolo in dialetto veneto che ripercorre la vicenda del Santo d’Assisi mescolando sacro e carnevale, musica, metamorfosi sceniche e richiami all’attualità, tra pacifismo, ecologia e poesia. Il copione, firmato da Fulvio Ervas e da Roberto Cuppone parla la lingua aspra e fluente della Marca, dove di continuo si ribadisce il diritto all’inverosimiglianza, tant’è vero che si parla trevigiano anche se il milieu sarebbe Assisi, e sul proscenio arriva un improbabile bimbo tedesco. Dalla leggendaria autospoliazione alla intensa amicizia con Chiara, chiamata Ciareta, alla predicazione con le bestie sino all’agonia da cieco, Francesco veicola pace e amore per il creato. Ha 800 anni, ma non li dimostra, questa storia, anche perché il focus che dappertutto riemerge, grazie anche a momenti di straniamento brechtiano in cui i due interpreti tornano se stessi, rimanda alla folle corsa di oggi verso una “terza guerra mondiale a pezzi”, come diceva un recente grande Papa, Bergoglio, che aveva assunto il nome del Santo. Se “Mato” appare Francesco, e “mata” la fede che trascina con sé in modo contagioso, in compenso pazzi criminali sono oggi i potenti della terra. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Ecco il Francesco che vorremmo, quello di cui abbiamo bisogno. E forse chissà, anche quello che sarà fra altri ottocento anni…

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