Regia
AUTORE Aldo Durante
GENERE Commedia Dialettale
LINGUA Dialetto / Italiano
DURATA 85’ circa
ATTI 1
PUBBLICO Adatto a tutti
Trama
Claudio e Daniela si sono trasferiti da poco in un quartiere di periferia. Lui, puntiglioso e scontroso, vuole totale tranquillità e non sopporta che qualcuno violi la sua privacy. La moglie Daniela, disinibita ed estroversa insegnante di inglese, è costretta ad assecondare la misantropia del marito. I loro vicini, però, vogliono a tutti i costi essere dei “buoni” vicini: attenti, altruisti, sempre presenti nel momento del bisogno… forse un po’ troppo presenti! Durante una visita inaspettata e non voluta di una coppia di vicini, per non farsi vedere con la maschera di bellezza addosso, Daniela si nasconde in camera. Lasciato solo, il contrariato Claudio vuole liberarsi al più presto dei due seccatori e inventa la prima scusa che gli viene in mente: la moglie è uscita di casa e… chissà quando tornerà! Ma un improvviso starnuto mette in moto una girandola di equivoci, sospetti e colpi di scena. Altri vicini entrano in azione, si preoccupano per la povera signora Daniela e iniziano a indagare formulando fantasiose teorie, scatenando così una gara di apparente solidarietà, volta solo a entrare a gamba tesa nella quotidianità e nella riservatezza degli ultimi arrivati nel quartiere. Anche parroco, carabinieri e personale medico verranno coinvolti nella rocambolesca missione di questo strano vicinato: proteggere il proprio territorio e i suoi occupanti dai mille pericoli di questa società. Perché tra vicini ci si aiuta… a tutti i costi! E tu... che vicino hai? Ma soprattutto, tu, che vicino sei?
Note di regia
Alzi la mano chi non ha mai avuto alcun tipo di problema o fastidio con il vicinato! Oppure con l’eccessivo interesse di qualcuno, non proprio di famiglia, per la vostra quotidianità! E quante volte, riguardo a queste persone, vi siete scoperti a elaborare risposte non proprio ordotosse o strategie di vendetta e poi... nulla, un sorriso, acidità di stomaco e la vita va avanti! Leggendo VICINI per la prima volta, il senso di fastidio arriva quasi subito, ma il suo connotato sociale, decisamente attuale, ha subito catturato il mio interesse, ponendomi l’obiettivo di parlarne creando una messinscena semplice ma al tempo stesso dirompente, spiazzante e divertente. VICINI non è solo un ingegnoso meccanismo per strappare risate, bensì una lieve e paradossale metafora sul mondo moderno, trasformatosi ormai in una sorta di pettegolezzo globale dove la voglia di curiosare, di spiare, di controllare per il “bene comune” è diventata un’ossessione planetaria. Volutamente la scenografia non presenta apparenti barriere architettoniche, significando con questo l‘impossibilità di porre dei limiti precisi ad un “concetto” decisamente fumoso: chi sono i nostri “vicini”? Quelli della porta accanto? E di quale porta stiamo parlando? di quella geografica, etnica, razziale, politica? E’ sufficiente una qualunque diversità, anche minima, ed ecco che scatta in noi un primordiale istinto di sopravvivenza che rivela tutte le nostre paure nascoste, facendoci percepire tutto ciò come una minaccia alla nostra tranquillità, forse alla nostra intera esistenza.

